Il sistema percettivo

Lo spazio in cui ognuno di noi svolge le attività di ogni giorno influenza, consciamente o incosciamente, la vita quotidiana. Anche coloro che sono affetti da autismo vengono influenzati inconsapevolmente dall’ambiente in cui vivono, lavorano o semplicemente dalla città che devono attraversare per raggiungere un certo luogo.

Si considerano due aspetti che caratterizzano i soggetti autistici: ipersensibilità e l’iposensibilità.

Un soggetto è definito ipersensibile quando il suo sistema sensoriale recepisce una quantità di informazioni troppo elevate e dunque difficili da organizzare. Con l’uso di luci fluorescenti, superfici lucide o riflettenti, rumori molto forti e spazialità difficilmente identificabili, l’ambiente può influenzare il sistema sensoriale, ed innescare reazioni involontarie come movimenti stereotipati, battendo le mani, coprendo occhi e orecchie, oscillando o dondolandosi. Questi comportamenti hanno un effetto calmante per un sistema sensoriale ipersensibile.

Al contrario l’iposensibilità si verifica quando il sistema sensoriale filtra poche informazioni dell’ambiente, tanto che i soggetti iposensibili si mostrano inconsapevoli dell’ambiente, hanno una soglia del dolore superiore rispetto al normale e non percepiscono il caldo bollente e il freddo ghiacciato, amano la pressione, sono attratti dalle fonti luminose, dagli odori forti e dai rumori.
La progettazione deve considerare questi aspetti per poter migliorare la qualità della vita di queste persone. E’ importante tenere in considerazione che le scuole e i centri diurni sono i luoghi in cui i bambini e poi gli adulti trascorrono la maggior parte del loro tempo, e che un ambiente strutturato e progettato per ospitare soggetti autistici consentirà di minimizzare i fattori stressogeni, la prima causa di difficoltà di apprendimento.

La progettazione in questo campo prevede anche una particolare attenzione e ricercatezza negli arredi. Un esempio può essere la differenza riscontrabile tra un banco per le lezioni frontali, dalla tipica forma quadrata o rettangolare, al contrario di un banco per svolgere i compiti individualmente che può essere strutturato con una zona per riporre i compiti da svolgere sulla sinistra e una zona per i compiti svolti sulla destra. Questo tipo di accorgimento permette di dare un maggior ordine agli oggetti e allo stesso tempo consente al bambino di avere sotto controllo le attività svolte e quelle da svolgere, in modo tale che nulla rimanga in sospeso.

Pubblicato da Giulia Franceschi

Architetto. Nata a Bologna, ho studiato a Firenze e ora vivo a Reggio Emilia. Dalla tesi di laurea ho iniziato ad approfondire il tema dell'autismo e dell'architettura che mi appassiona tantissimo e gestisco il sito Il Puzzle Blu dove pubblico tutte le informazioni per aiutare grandi e piccini. Nel tempo libero adoro viaggiare e scrivere di viaggi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: